Lavorare nella GDO (grande distribuzione organizzata)

25/01/2012
By YouCV

Dal capo settore al capo reparto, dall’addetto alle macchine ai cassieri. Sono, questi, solo alcuni dei profili professionali della GDO, ovvero della Grande Distrbuzione Organizzata. Si parla di Auchan, Esselunga, Lidl, Carrefour, Eurospin, solo per fare qualche esempio. Di catene, insomma, di supermercati e ipermercati che vendono prodotti al dettaglio: alimentari, sctaolame e freschi, ma anche prodotti per la casa e detersivi, libri e dischi, generalmente a prezzi competitivi.

La carrellata di figure professionali all’interno di un ipermercato è ampia: l’addetto alle vendite deve occuparsi dei prodotti all’interno di un reparto, li prepara prima che l’ipermercato apra, accoglie il cliente e lo consiglia, controllando che i prezzi siano esposti correttamente.
Chi lavora nel reparto freschi, invece, ha a che fare con panetteria, pasticceria, macelleria, pescheria, ortofrutta e gastronomia, aree in cui è necessario preparare i prodotti, lavorarli, manipolarli, garantendone la qualità. Si parte dal livello degli allievi, per ricevere una formazione sul campo e quindi crescere nel settore.

Come nel caso di Matteo (nome di fantasia), che ha 30 anni e lavora presso Esselunga come macchinista responsabile nel reparto pastificio. Qui, ogni mattino riceve gli ordini dal caporeparto su cosa preparare e in quali quantità: tortellini, ravioli, pasta fresca. Prodotti che, poi, porteranno il marchio Esselunga. “Ho cominciato 10 anni fa”, racconta, “come semplice confezionatore fuori reparto, poi mi hanno insegnato a usare le macchine. Ho iniziato con un contratto in somministrazione di 6 mesi, rinnovato per altri 6, quindi sono passato a indeterminato e il lavoro è su turni. Per fare questo lavoro non serve un titolo di studio specifico, ma occorrono precisione e serietà, non possiamo permetterci di mandare sui banchi prodotto di scarsa qualità”.
La carriera all’interno di un ipermercato va dal gradino più basso, che è quello dell’operaio di 6′ livello, fino agli operai di 4′ livello e poi a quelli di 3′ “con mansione”, che sono responsabile anche di organizzare i turni. Per approdare poi al 2′ livello, quello dei capireparto.

Anche Antonio (nome di fantasia), che ha 35 anni, un diploma e da 10 lavora in Esselunga, ha potuto nel tempo ampliare le proprie mansioni e le proprie resposabilità. Ha iniziato come scaffalista per un anno, salendo di livello e diventando quindi assistente drogheria, ovvero responsabile del magazzino per quel che riguarda l’oggettistica, e rispondendo direttamente al capo reparto. Antonio lavora su turni, è responsabile dell’apertura del negozio, si occupa di caricare i camion e di preparare la merce ed è il primo referente degli addetti agli scaffali, ordinando loro come disporre la merce. “Sono molto soddisfatto del mio percorso”, spiega. “Ho potuto migliorare la mia posizione grazie alla mia professionalità e alla disponibilità dimostrata durante il mio lavoro”.

“Tra le professioni maggiormente ricercate in questo periodo”, spiega Marina Grisolia dell’agenzia per il lavoro G Group, “ci sono proprio quelle degli specialisti:gastronomi, macellai, panificatori che abbiano già maturato esperienza in ruoli analoghi e abbiano desiderio di crescere. Cerchiamo spesso anche addetti alle vendite da inserire nei punti vendita, con minima o nulla esperienza nel ruolo, ma con ampia disponibilità a lavorare part time o full time, anche nei week end e in orari di lavoro piuttosto ampi e flessibili, e portati per essere sempre a contatto col pubblico”.
Al di sopra degli addetti alle vendite, degli operai, dei macchinisti, c’è il capo reparto. Egli – che deve possedere un diploma e, sempre più spesso ultimamente, una laurea – deve dare conto al capo settore commerciale, e il suo compito è quello, appunto, di guidare un determinato reparto. Indirizza gli addetti vendita, elabora l’offerta per quel che riguarda le gamme e i prezzi della merce, propone sconti e promozioni osservando l’andamento delle vendite e le aspettative del cliente all’interno del reparto.

Spesso è possibile scalare l’organigramma e passare da addetto alle vendite a caporeparto, come, in 10 anni, è successo a Ettore, attualmente capo reparto commercio per l’Auchan di Fano. Era incerca di primo impiego ed era stato assunto come addetto alle vendite part time nel reparto drogheria e profumeria. Dopo il primo contratto di formazione ha ottenuto il full time ed è stato trasperito nel reparto alimentari salati, di cui è capo da ben 8 anni, essendo riuscito a distinguersi per intraprendenza e precisione.

Il capo settore commerciale è invece responsabile di uno o più reparti commerciali, guida la squadra dei capi reparto occupandosi di assunzioni e formazione e promuove lo sviluppo del settore ad esempio scegliendo le gamme, i prezzi di vendita, le azioni commerciali, e tenendo ovviamente in conto la soddisfazione dei clienti. Se sopra ci sono i capi settore commerciale, sotto i capi reparto, invece, ci sono i capi prodotto: definiscono la strategia delle gamme prodotti di cui sono responsabili, e si occupano anche di ottimizzare i procedimenti, dal merchandising al piano di vendita fino alla diffusione della cultura del prodotto.

Non mancano poi i responsabili controllo di gestione che gestiscono il punto vendita da un punto di vista amministrativo, sviluppando obiettivi, budget e piani di investimento e rappresentando il riferimento per i capi settore e il direttore.

Alle casse stanno invece i cassieri (detti anche hostess e stewart di cassa), che devono battere i prodotti e mostrarsi sempre accoglienti, disponibili e rapidi. Per questo mestiere non sono richiesti titoli di studio particolari e non sempre è richiesta esperienza. I cassieri sono coordinati dal capo settore cassa, come Moira, che da 14 anni lavora in Auchan. Dopo 6 anni in contabilità le è stato proposto un percorso di crescita, in particolare con la mansione di hostess di cassaforte e zona. “Entrare in empatia con almeno 50 persone, tutti i giorni, non è facile”, spiega. “Ma imparare a conoscere gli altri e dare loro la possibilità di esprimersi anche nelle cose più spicciole e semplici è veramente piacevole”.

Accanto alle figure relative alla vendita e alla gestione del punto vendita, non mancano gli addetti alla sorveglianza: in genere è richiesto il diploma o una qualifica professionale e sono avvantaggiati coloro che hanno maturato esperienza nelle Forze Armate, ad esempio nel Carabinieri o in altri ambiti di sicurezza o sorveglianza. Il percorso, prima di entrare a tutti gli effetti nella mansione, prevede un percorso formativo di un paio di mesi.

In cima all’organigramma sono il vice direttore e il direttore. Per avviarsi alla carriera direttiva all’interno di un ipermercato è solitamente richiesta una laurea, oltre a un percorso formativo. “Per questa carriera”, prosegue Marina Grisolia, “è meglio essere giovani, diplomati o laureati. In particolare, per l’area food è ottima una laurea in area alimentare, ma sono richiesti anche laureati in materie economiche e umanistiche. Solitamente è gradita esperienza anche minima in contesti di negozio e con ruoli e mansioni differenti alle spalle, dimostrando insomma la voglia di mettersi in gioco e di aver approfondito la conoscenza del settore”.

All’interno delle sedi degli ipermercati, negli uffici per intenderci, c’è spazio anche per professionisti provenienti da varie formazioni, dal marketing all’informatica, fino alle risorse umane. Ciò che conta è fare comunque, prima di tutto, un’esperienza nel punto vendita per capirne le dinamiche, e possedere spirito d’iniziativa, intraprendenza e vogia di lavorare a contatto con la gente.

Una volta selezionati per lavorare nella Gdo, le aziende avviano il personale a percorsi formativi adeguati, come nel caso di Esselunga, che ha al proprio interno una Scuola dei Mestieri con un programma in aula e un percorso pratico nei punti vendita. Auchan ad esempio ha affidato invece agli Istituti di Formazione all’Eccellenza la formazione per tutte le figure aziendali presenti sia negli ipermercati che in sede. In particolare per accompagnare i professionisti nella carriera di secondo di reparto, capo reparto, capo reparto evolutivo e capo settore per approdare alla posizione di direttore di ipermercato.

La prima cosa da fare per entrare a lavorare nella GDO? Controllare l’area Carriere o Lavora con Noi dei siti delle aziende, alcune delle quali consentono ai neolaureati persino di svolgere tirocini all’estero e acquisire conoscenze base della lingua straniera, o di avviare stage nelle sedi italiane per cimentarsi ed entrare nel settore.

Fonte: news.biancolavoro.it

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