Lavoro: oggi riprende la trattativa, le posizioni restano distanti
02 Febbraio 2012 – 08:35
(ASCA) – Roma, 2 feb – Riprende alle 10,30, a Palazzo Chigi, il negoziato tra governo e parti sociali sulla riforma del lavoro che il premier Mario Monti vorrebbe concludere entro febbraio. Sono quattro i punti proposti dall’esecutivo su cui incentrare il confronto: forme contrattuali, flessibilita’ in entrata e in uscita dal mercato del lavoro, ammortizzatori sociali e salari. Elsa Fornero, ministro del Welfare, ha nei giorni scorsi aggiunto tra i temi in discussione anche l’apprendistato e la conciliazione nelle cause di lavoro.
Ieri c’e’ stato intanto un incontro informale tra Confindustria e sindacati che non si e’ concluso con un documento unitario. Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, da’ un giudizio positivo della riunione: ”Abbiamo cominciato uno scambio di opinioni. Abbiamo ragionato sui problemi che ci sono, sulle ipotesi condivise.
Non stiamo costruendo una trattativa parallela, il confronto e’ con il governo. Siamo interessati a un buon risultato di questa trattativa”.
Giudizio positivo pure da parte di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: ”Abbiamo avuto un lungo confronto utile, non terminato, su tutti i temi, a 360 gradi.
Abbiamo parlato di flessibilita’ in entrata, in uscita e di ammortizzatori sociali. Abbiamo deciso tutti insieme di non fare un documento, perche’ non vogliamo fare la guerra dei documenti”.
Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, segretari di Cisl e Uil, ribadiscono la contrarieta’ a modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che impedisce i licenziamenti senza giusta causa nelle imprese con piu’ di 15 dipendenti: ”Speriamo di convincere Confindustria a non farsi accalappiare da discorsi che servono solo a creare polveroni e non a risolvere i problemi”.
Se il ministro Fornero e il premier Monti non vogliono che si consideri l’articolo 18 un tabu’ (il presidente del Consiglio lo ha confermato nell’intervista di ieri sera al Tg5 parlando di occupazione giovanile), i sindacati ribadiscono che quella norma ”non c’entra nulla con la flessibilita’ in entrata e in uscita, serve semplicemente a difendere il singolo lavoratore da un possibile abuso come il licenziamento ingiustificato”.
Camusso fa notare che l’idea di una maggiore flessibilita’ in uscita dal mercato del lavoro in cambio della garanzia di un’assunzione a tempo indeterminato per chi ha avuto un contratto a tempo determinato con un’impresa per tre anni non fa parte dell’agenda di questioni proposta dal governo.
Alla vigilia della ripresa della trattativa con l’esecutivo, la Cgil ha diffuso alcuni dati sull’occupazione.
Nel 2011 il numero dei disoccupati, degli inattivi e dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore e’ arrivato a sfiorare i 3 milioni, portando il tasso di disoccupazione all’11,4%. La Cgil parla di ”rischio di una disoccupazione di massa” e chiede una politica industriale in grado di fronteggiare la situazione di emergenza.
Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio della Cgil, che ha intrecciato i numeri di cassa integrazione, disoccupazione e lavoratori inattivi, risulta che su una forza lavoro complessiva di 25.147.000 persone, aumentano gli inattivi (185.519 da gennaio a dicembre 2011). I disoccupati sono 2.243.000. A questa cifra vanno aggiunti i lavoratori in cassa integrazione a zero ore, pari a 458.417.
Considerando questi dati, il tasso di disoccupazione si attesta all’8,92%, il tasso di disoccupazione con gli inattivi al 9,59%, il tasso di disoccupazione tendenziale al 10,76%. La previsione e’ che il tasso di disoccupazione possa stabilizzarsi entro pochi mesi all’11,40%. Da qui la proposta della Cgil di riformare gli ammortizzatori sociali ma non di abolire la cassa integrazione, come proposto dal governo nel primo round della trattativa sulla riforma del mercato del lavoro. Sulla posizione dei sindacati sembra attestarsi Confindustria.
Le posizioni tra sindacati e industriali sono invece distanti sul tema della flessibilita’ in uscita dal mercato del lavoro, cioe’ sulla possibilita’ per le imprese di licenziare in caso di crisi senza molti vincoli. La trattativa, come annunciato dal ministro Fornero, potrebbe pero’ concentrarsi su arbitrato e controversie nelle cause di lavoro in modo ”da ridurre le incertezze di cui soffrono le imprese, a partire dai costi molto gravosi dovuti al ritardo con cui arrivano le sentenze di reintegro”.
Nell’audizione presso la commissione Lavoro della Camera di martedi’ scorso, la responsabile del Welfare e’ tornata a spiegare le finalita’ che il governo vuole raggiungere con la riforma del lavoro: ”La disoccupazione e’ la mia principale preoccupazione. La riforma la pensiamo per aumentare l’ occupazione”.
Fonte: asca.it

